Due Calzini Blu il Trionfo delle Favole e dei Buoni Sentimenti


listenerDue anni fa ho avuto l’idea di aprire un Account su Twitter “CASA DEGLI SCRITTORI“, per dare visibilità alle opere di tanti Scrittori italiani che secondo me in Italia non hanno tutta l’attenzione che meritano. Comunque veniamo al motivo dell’articolo di oggi. Mi scrivono in moltissimi su Twitter, per avere intanto visibilità e poi anche per avere un parere, da me, che fin da piccolissima, sono una amante della lettura.

Tra i tanti che mi hanno scritto, mi ha colpito in particolar modo Matteo Abbate, classe ’75, siciliano e con un grande Amore, quello con la “A” maiuscola, per la scrittura. Ma la scrittura non è la sua unica passione, c’è stata nel tempo anche la grande esperienza della recitazione nelle Compagnie Teatrali e l’aver fondato nel 2001 il Gruppo Clown dei “Su e Giù” che gli hanno aperto la strada per il contatto con il grande pubblico e per la familiarità con i temi un po’ surreali e spesso bizzarri trattati nei suoi spettacoli.

Perchè parlo di magia, di surreale, di bizzarro e di fantastico? Perchè Matteo si è poi specializzato, a pieni voti, nella Letteratura per l’Infanzia, pubblicando nel 2013 “Caio lo Spaventapasseraio e  altre storie” di Euno Edizioni, Collana Seconda Stella a Destra, e nel maggio 2016 la nuova raccolta di fiabe “Due Calzini Blu”, sempre della Euno Edizioni.

Vi consiglio, quanto prima, di leggere le sue opere e di leggerle soprattutto ai vostri figli, perchè con questi racconti sarete catapultati in un altro tempo e in un altro spazio, e sarete immersi in un mare di buoni sentimenti.

Adesso vi racconto però le mie impressioni su i “DUE CALZINI BLU“, l’ultimo arrivato di MATTEO ABBATE che contiene sei racconti.

Sono rimasta semplicemente strabiliata… sembrava che fossi “dentro” alla storia, che vedessi dal vivo i suoi personaggi e che in qualche modo partecipassi allo svolgersi della storia stessa. Le descrizioni sembravano reali, tanto che immediatamente ho avuto davanti a me le immagini materializzate dei protagonisti della prima favola, Gianni il Pilota e l’Incubo Arnoldo poi diventato la sua bella Novità. Interessanti gli innesti geografici e i riferimenti all’attualità. La scrittura è scorrevole, pulita e si arriva con curiosità alla fine del racconto. Direi azzeccata la metafora con la vita, con le scelte che si fanno e con il coraggio di invertire la rotta.

Incantevole anche il secondo racconto sulla Gara delle carezze di Paolino per sovvertire il disordine mondiale. Ho visto un linguaggio nuovo, pieno di parole azzeccate e contenuti originali con personaggi che lanciano messaggi positivi e soprattutto con i sentimenti sempre in primo piano. Che altro potrei aggiungere dopo aver letto questo secondo racconto? Che magari si dovrebbe organizzare davvero nella realtà un Concorso intitolato “Carezze a tutto spiano”!

La terza storia Pina Biondina e la Felicità, è una meraviglia, perché costruire la Felicità già di per sé è una impresa titanica, ma se è il tuo sogno, puoi compiere anche un miracolo e riuscire nell’impresa, contro i pregiudizi e le paure di tutti. E’ importante però nel raggiungimento della Felicità anche la condivisione e l’appoggio di preziosi Amici, come il Custode Gabriele.

Nel quarto racconto intitolato il Breve Viaggio di una Vecchia Cabina trasformata in cellulare di ultima generazione ci si rende veramente conto di quanto tutto oggi sia mutevole e relativo, e che il vero valore delle cose dipende veramente da quello che hanno rappresentato nella storia dell’umanità.

In Giusi la Ragnetta d’Argento, il quinto racconto, mi è piaciuto soprattutto la voglia di credere nei miracoli e nell’intervento soprannaturale della Ragnetta d’Argento, come hanno fatto Andrea, il nipote di Zia Mirella, che a causa dell’Orco Usuraio stava per perdere la sua casa e il Vecchio Pipistrello. Il bello nella vita è che veramente a tutto c’è rimedio e che i miracoli esistono…

Nella sesta favola de i Due Calzini Blu, sembra di vivere in prima persona le storie rocambolesche dei magici protagonisti “I Due Calzini Blu” e sentire anche le loro emozioni: prima comprati da Nonno Nino da una Vecchina per 1000 euro e regalati, non appena egli passò a miglior vita, a Vito Boh, che li trasformò in marionette, e una volta smarriti da Vito Boh usati come presine e stracci nella panetteria della Fornarina Rosa, per poi diventare la vela della zattera di Alberto il Matto ed infine arrivare nel Paese degli Stu e tornare al loro antico splendore con il loro colore blu e più “parlanti” e magici di prima.

Secondo me il bello di questi racconti è che hanno tutti una loro ciclicità, un linguaggio che porta sempre al compimento di un sogno, progetto di vita, trasformazione, e che soprattutto parlano del trionfo dei buoni sentimenti, quindi tanti complimenti a Matteo Abbate, che mi ha fatto tornare un po’ bambina, a quando la sera, non mi addormentavo se prima non leggevo una di quelle storie che facevano sognare.

Alessia Curcio

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